primavera 2021 a Trissino VI

Passeggiare per campi!

In queste belle giornate che anticipano la primavera, la voglia di muoversi è comune in tutti noi.

Uscire e respirare aria nuova, fare lunghe e salutari camminate e finalmente praticare dello sport all’aria aperta. Ed è così il risveglio della natura in tutte le sue forme, i primi fiori selvatici, le prime erbette nei campi, tra cui alcune anche di commestibili, quelle erbe spontanee che la nostra cucina tradizionale ha saputo tramandare in semplici piatti e sapori indimenticabili.

Impariamo a conoscerle!

I bruscandoli in dialetto, in botanica Luppolo selvatico (Humulus Lupulus).

I germogli di “bruscandoli” si trovano lungo le siepi, ai margini dei boschi, lungo le rive di corsi d’acqua. In cucina sono utilizzati solo i germogli finali per ottime frittate, nel risotto o semplicemente lessati e conditi con olio, sale e pepe ed accompagnati con uova sode per via del loro sapore molto simile agli asparagi. Ottimi anche da conservare sott’olio o sott’aceto. Il periodo di raccolta va da marzo a maggio.

Pissacan” in dialetto, in botanica il Tarassaco o Dente di leone (Taraxacum officinale)

I “pissacan” sono le erbette più diffuse sulle nostre tavole primaverili contadine, questo perché si trovano facilmente in tutti i campi.

I suoi fiori gialli in seguito si trasformeranno in un capolino (ciuffo detto anche soffione) con i suoi semi a forma di paracadute, che il vento trasporterà per la nascita di nuove piante.

Raccolti prima della fioritura tra marzo ed aprile, saranno in seguito puliti e sbollentati, così da essere conservati e congelati, oppure in seguito alla sbollentatura, cotti con un leggero soffritto in olio, aglio ed a piacere lardo o pancetta. Si potranno cuocere anche in mix con altre erbette, ottimo l’abbinamento con le coste (bietole da costa) per un contorno favoloso e salutare.

I Carletti o S-ciopet, S-ciopettin in dialetto, in italiano Strigoli o bubboli (Silene Vulgaris)

Chiamati così in dialetto, perchè schiacciando i suoi fiori con violenza sul dorso della mano si sentiva un s-ciopettin (scoppiettare).

fiori dei carletti (s-ciopet)

Si trovano sopratutto ai margini di sentieri, molte volte vicino a filari di viti o anche lungo gli argini di fiumi.

Si raccolgono in primavere (inizio aprile) e prima della fioritura per avere delle foglioline tenere.

Sono piccoli cespuglietti di un’erba dal colore verde-bluastro e dall’aspetto un po’ ceroso. Molto apprezzati in cucina, ottimi per i risotti o per una delicata frittata. Il sapore è simile a quello dei piselli freschi e si potrà abbinare a diversi piatti, donando dolcezza e leggerezza.

Parleremo di altre specie di erbe selvatiche commestibili nei prossimi articoli. Seguiteci!

Scoprirete in seguito come le cucine delle attività del territorio, utilizzano questi prodotti nelle loro ricette, Gusti & Sapori

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