Chiese di Trissino

Itinerario Arte & Cultura

Le chiese e le ville di Trissino

Trissino vanta una storia antica ricca di arte e cultura, numerose sono le chiese e  le ville storiche nel nostro territorio:

Le ville di Trissino

L’Atlante Regionale dei Centri Storici per la Provincia di Vicenza identifica il territorio comunale di Trissino come “Zona di Ville signorili, ivi infeudate fin dal XII secolo”. In particolar modo, con il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia che estese il suo controllo nella vallata agli inizi del XV secolo, chiudendo così l’epoca delle lotte politiche, alcuni castelli vennero a perdere la ragione che ne avevano determinato la costruzione e furono trasformati in dimore gentilizie.

 

Villa Trissino – da Porto – Centomo

Costruita tra il 1480 e il 1495, fu la prima abitazione civile della famiglia Trissino. Esternamente la struttura conserva la forma originale, mentre l’interno è stato completamente alterato. Lo stile, semplice ed elegante, è quello tipico della civiltà vicentina dell’epoca.

 

Villa Trissino – Paninsacco – Guerrato

Costruita tra gli anni 1490 e 1510, presenta due facciate tipiche della rinascenza vicentina di quel periodo. Dalla forma originale, pochi sono stati gli interventi di trasformazione. Il giardino posteriore è adornato con statue del secondo ‘600. Questa è una della poche ville venete rimaste di proprietà della medesima famiglia: è abitata dalla Contessa Mariangiola Trissino Paninsacco dal Vello d’Oro, discendente da Olderico de Drexeno, giunto nella nostra valle nel secolo XI.

 

Villa Trissino – da Porto – Marzotto (nella foto la villa inferiore)

Composta da due ville, superiore e inferiore, è ritenuta una tra le più splendide dimore del settecento vicentino. La villa superiore sorge sull’area dell’avamposto dell’antico castello.
I primi lavori di trasformazione avvennero tra il 1484 e il 1493, ma l’apporto più importante fu dato dalla realizzazione dei progetti di F. Muttoni con l’incantevole viale delle cedraie e il suo maestoso ingresso (1717), il belvedere e i giardini. Alla morte del Muttoni i lavori proseguirono con l’Architetto veronese G. Dal Pozzo, che dopo il 1748 costruì l’ala e il cortile “recinto della cavallerizza”. Dal 1823 al 1832 furono realizzati gli ultimi lavori sul corpo d’ingresso della villa.

La villa inferiore fu fatta costruire nel 1746 dai Trissino del ramo di Contrà Riale. Nel 1841, dopo un incendio provocato da un fulmine, il Conte Alessandro Trissino, architetto dilettante, nel 1843 trasformò i resti della villa, sostituendo il frontone triangolare originale con un trofeo e innalzando quattro torri merlate agli angoli dando l’aspetto di “castello” quale lo si vede oggi. Intatte, come all’origine, sono rimaste le due scalinate, le terrazze pensili e il ripiano con al centro la pescheria ottagonale. Dopo un secondo incendio provocato da un fulmine, i proprietari abbandonarono l’edificio cedendolo ai Trissino del ramo Baston, proprietari della villa superiore.

Il parco di circa 20 ettari è ornato da oltre cento statue delle botteghe del Marinali e del Cassetti. E’ suddiviso in zone di giardino all’italiana e in zone di giardino all’inglese. Giardini, viali, gradinate, parco, bacino, belvedere e scuderie, rendono il complesso luogo d’incanto unico nel Veneto e certo uno dei più suggestivi d’Italia.

 

Villa “La Colombara” Trissino – da Porto – Marzotto

Probabilmente costruita nella prima metà del ‘500, vi furono aggiunte le sedici arcate attribuite dal Cevese al Calderari. Parte integrante del complesso della villa è la settecentesca chiesa di S. Giuseppe, probabilmente progettata dal Muttoni.

 

Villa Caliari Bassani Dalle Ore Buffa

Il corpo centrale della villa fu costruito nell’anno 1674 mentre le due ali laterali furono aggiunte nel sec. XVIII. Un ampio cortile con scalinate e statue e un grande spazio a prato arricchiscono l’entrata alla villa, considerata tra le più belle del secondo Seicento vicentino.

 

Le chiese di Trissino

 

Chiesa dedicata a San Pietro ap.

Capolavoro dell’arte contemporanea, fu edificata per iniziativa di mons. Florindo Lucatello Arciprete di Trissino, a ricordo del Concilio Ecumenico Vaticano II, su progetto dell’architetto Antonio Nervi e dell’ing. Francesco Vacchini, fu inaugurata nel 1971. È a pianta circolare con diametro di 50 metri; è coperta da un’unica calotta di cemento armato, decorata all’interno da nervature che si incrociano geometricamente il tetto è sostenuto da due colonne, pure a nervature, che si allargano verso l’alto fino quasi a fondersi col soffitto. Un terzo punto d’appoggio è un sistema architettonico che delimita il presbiterio, costituito da tre semplici colonne che sostengono tre arcate paraboliche, da cui si libra un’ elegante cuspide a forma di cono. Luminosità e ariosità sono date da una finestratura e da aperture rettangolari, che danno luce all’interno della chiesa.

Chiesa arcipretale di Sant’Andrea ap.

Sorta come cappella della pieve di San Martino di Brogliano, era già documentata nel 1297. Nel 1530 fu ricostruita a un’unica navata con quattro altari laterali. Un ampliamento fu eseguito nel 1755 con una nuova facciata, che da Ovest venne girata verso Est. L’ultimo ampliamento della chiesa avvenne nel 1889. Con la costruzione dell’abside, dei transetti e della cupola, essa prese la forma di croce latina. Fu demolito il campanile che venne ricostruito sul colle Bastie dal 1889 e inaugurato nel 1903 abbellito alla sommità con l’Arcangelo san Michele, opera in ferro, bronzo e rame sbalzato del trissinese Antonio Lora. Le più antiche testimonianze della chiesa ancora visibili sono un’acquasantiera del 1274, un pregevole ciborio di Nicolò da Cornedo del 1438 e una statua in pietra della Madonna delle Grazie della seconda metà del ‘400.

 

Parrocchiale di Selva

Dedicata a Santa Maria Maddalena, fu costruita agli inizi del trecento. Soggetta alla parrocchia di Trissino, nel 1380 per sentenza del vescovo si staccò dalla matrice e fu eretta a parrocchia. Nel 1870 fu riedificata completamente sull’area della precedente a una sola navata e con quattro cappelle laterali. Di notevole pregio il primo altare di destra del 1747; qui è posta una scultura in pietra del ‘400 della Madonna con il Bambino e la statua lignea di san Nicola da Tolentino, custodita nella casa canonica.

 

Parrocchiale di San Benedetto

La fondazione di questa chiesa è molto antica, forse di origine benedettina. Nel 1718 la chiesa subì una notevole trasformazione. Nel 1875 fu deciso di costruirne una nuova; si demolì quella esistente e il materiale fu utilizzato per la nuova, posta in posizione più comoda per la popolazione. Nel 1945, al termine della guerra, fu ampliata; nel 1960 fu dichiarata Parrocchia.

 

Parrocchiale di Lovara

Dedicata a San Pietro, è nominata in un documento già nel 1360; fu radicalmente ricostruita nei secoli XVII e XVIII. Nel 1838 si avviarono i lavori per la costruzione del nuovo campanile; nel 1906 fu proclamata Parrocchia. Nel 1914, su progetto di G. Marchioro, si iniziò la costruzione della nuova chiesa, sull’area della precedente, a una navata con due altari alterali.

 

Chiesetta del “Motto”

Dedicata inizialmente a San Zenone, si hanno notizie certe dal 1418. Fu restaurata nel 1713, ma l’aspetto attuale è dovuto a una ristrutturazione del 1822, dopo anni di abbandono. Fu allora dedicata alla Beata Vergine Maria di Monte Berico. Un completo restauro è stato eseguito negli anni dal 2006 al 2018.

 

Chiesetta di Sant’Antonio da Padova

Cristoforo Ceretta, dell’antica famiglia trissinese Ceretta de Leonzi, fece ampliare ed affrescare nel 1670 la bella chiesetta sita nell’omonima contrada. L’interno conservava una tela raffigurante la “Crocifissione”, opera di Gaetano Scabari (copia di G.B.Zelotti della scuola del Maganza) del fine ‘700. La tela, di proprietà della famiglia Perin, è ora conservata nella chiesa arcipretale di Sant’Andrea.
Anche se non abbiamo documenti che certificano la data di erezione, analizzando le varie parti architettoniche della sacrestia ed altre, sicuramente essa appartiene a decenni precedenti al 1670.

 

Chiesetta di San Rocco

Ricostruita nel 1630 dalla comunità per scongiurare la peste, fu dedicata a san Rocco protettore contro il temibile flagello.
Nel 1941 fu rifatto il tetto e ricostruito nella parte superiore il campanile. Restaurata nel 1987, è una costruzione molto semplice con tetto a capanna.

 

Chiesetta di San Valentino

Fu edificata nel 1722 dai fratelli Giovanni Orfeo, Gaetano e Giuseppe Pasetti. Nel 1976 la signora Elsa Dalle Ore donò la chiesetta all’amministrazione comunale di Trissino, che con il comitato dei combattenti e reduci e la sezione locale degli alpini, si prodigò per un completo restauro dell’edificio. Nel 1979, a conclusione dei lavori, l’oratorio venne inaugurato e dedicato ai soldati trissinesi caduti
durante le due guerre mondiali. . La facciata è caratterizzata da due lesene con capitelli ionici, sormontate da un frontone triangolare su cui sono state poste, nei punti angolari, tre statue in pietra di pregevole fattura. Essa è pervenuta integra nelle sue originarie strutture ed è certamente una delle più armoniose costruzioni antiche.

 

Chiesetta di San Giuseppe

Inserita nel complesso della villa “La Colombara”, fu edificata nel primo ‘700 su progetto del Muttoni che in quel periodo stava lavorando nella villa Trissino superiore. Originale è la sua architettura all’interno, formata da un’aula riservata al pubblico e dall’amplio presbiterio.

 

Chiesetta di Sant’Antonio abate

Appartiene al complesso di villa Trissino-DaPorto-Marzotto. Non si hanno notizie certe sulla data di erezione; di sicuro si sa che nel 1576, per volere di Giuseppe Trissino, fu fatta restaurare.

 

Chiesetta del “Faldo”

Alla fine della seconda guerra mondiale la comunità di Selva, per ringraziamento, decise di costruire una chiesetta sulla sommità del Monte Faldo. Venne benedetta nel 1948 e dedicata a Santa Maria Ausiliatrice.